di Azra Fetahovic*

Mi sento perfettamente integrata e italiana, dopo 19 anni di residenza in Italia ho finalmente acquisito la cittadinanza e non solo, sono finalmente riuscita a ottenere tutti i diritti dei cittadini italiani: ho un contratto di lavoro a progetto che viene rinnovato ogni 5-6 mesi con una paga minima, zero aiuti, zero assicurazione, zero pensione e un fido in banca che mi serve per pagare l’affitto. E meno male che non mi sono mai ammalata dato che i giorni della malattia non vengono pagati. Pensione e Futuro hanno perso ormai ogni significato per la mia generazione, però quello che ho imparato è di  pensare solo in meno. C’è un po’ il ritorno all’essenziale, così anch’io penso infatti solo all’essenziale. Non mi chiedo più quanti soldi ho in banca, adesso mi chiedo quanti soldi non ho in banca e faccio il calcolo che se adesso sono –100 vuol dire che posso andare sotto ancora di un po’, perché in banca non si fidano a darmi un prestito più alto. Quello che però ho imparato acquisendo tutti i diritti degli italiani è avere un grandissimo senso dell’umorismo e riderci sopra, altrimenti sprofonderei in una forte depressione.  Ho un amico in Olanda che mi prende in giro e mi dice che da loro la mia paga è il minimo che si riceve di aiuto sociale, invece un altro norvegese mi ha detto che se guadagni meno del minimo stabilito dallo stato è lo stato stesso che ti aiuta per darti un’esistenza dignitosa!!!!!!?????? Per me concetti ovviamente incomprensibili: anche se ho capito tutte le parole, era la parte concettuale che non mi convinceva, non riuscivo a seguire il filo del suo discorso, probabilmente perché abbiamo forti differenze culturali!

Pensare al futuro, ma a quale futuro devo pensare???? Se non riesco nemmeno a essere puntuale con l’affitto alla fine del mese. Però mi consolo, sono riuscita a fare un prestito di 100 € a un’amica che era messa peggio di me! Non è poi tutto così negativo: grazie a queste esperienze ho imparato ad esempio ad andare in bici senza freni, perché riparare i freni costava troppo. Buttale vie queste esperienze.

*Azra Fetahovic è nata in Montenegro ed è cresciuta in Alto Adige. Ha vissuto in Austria per 9 anni dove ha concluso gli studi in Traduzione e Interpretariato. Nel 2010-2011 ha fatto un Master per operatori di pace e mediatori dei conflitti presso l’Università di Bologna in collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano. Ora lavora per una cooperativa che si occupa di mediazione interculturale.