di Flavio Pintarelli

Giovedì 23 giugno si è svolto, presso lo spazio dell’agrestone a Colle Val d’Elsa, il dibattito dal titolo “Il futuro della scuola pubblica”. L’iniziativa, a cui abbiamo partecipato, è stata organizzata dalla sezione locale di SEL. Sul palco, oltre a PrecarieMenti, hanno preso posto due insegnanti del locale istituto professionale e Vincenzo Brancatisano.

La serata ha preso il via con la ricostruzione di come il dibattito politico sulla scuola si è evoluto negli ultimi vent’anni ed è proseguita con l’intervento a cura di PrecarieMenti, che si è concentrato nel raccontare l’attività del collettivo, le istanze da cui quest’ultimo è nato. A causa di alcune contingenze la nostra Claudia Boscolo, redattrice che si occupa di scuola, non è potuta intervenire e così il sottoscritto ha colto l’occasione per riflettere su alcuni snodi problematici nel rapporto tra mediattivismo in Rete e sfruttamento del lavoro precario, in particolare nel settore terziario.

La parola è poi passata ai due insegnanti locali, che si sono concentrati nel descrivere la situazione del locale istituto professionale.

A dispetto delle retoriche messe in campo dal ministro Gelmini e da altri rappresentanti dell’attuale Governo, che hanno più volte dichiarato l’importanza di potenziare l’educazione professionale nel panorama formativo italiano, i due insegnanti hanno messo in luce l’inadeguatezza delle linee guida emanate dal Ministero dell’Istruzione, oltre al sistematico taglio dei fondi, che di fatto impediscono uno sviluppo positivo della formazione professionale. La domanda più pressante è in questo senso quella relativa all’identità che la politica prospetta all’insegnamento professionale, identità che al momento appare piuttosto confusa.

Conclude la serata l’intervento di Vincenzo Brancatisano, insegnante, giornalista e scrittore, che presenta il suo libro Una vita da supplente. Lo sfruttamento del lavoro precario nelle scuola pubblica italiana (Nuovi Mondi).

Nonostante il titolo apparentemente autobiografico, il volume è una solida e documentata inchiesta giuridico-giornalistica sul precariato e su come le logiche di sfruttamento del lavoro vengano praticate anche da quello Stato che costituzionalmente garantisce il lavoro come un diritto fondamentale, e che, pertanto, caratterizzandosi come il primo dispensatore di precariato si pone in una situazione di illegalità, come molte recenti sentenze della magistratura sembrano confermare. L’analisi di Brancatisano si concentra inoltre su come l’attuale legislazione determini forti squilibri e generalizzate iniquità che hanno come effetto quello di istituzionalizzare una sorta di bellum omnium contra omnes che mette le varie categorie di insegnanti le une contro le altre.

Da parte sua l’autore esprime una forte sfiducia nei confronti dei partiti politici e delle principali associazioni sindacali, colpevoli, queste ultime, di non aver tutelato, per convenienza, i lavoratori al momento opportuno e di continuare a nascondere loro i propri diritti. Secondo Brancatisano: “dal precariato si esce con soluzioni giuridiche e non con soluzioni politiche”. Opinione che varrebbe la pena di discutere, ma che è molto legata al contesto di cui Brancatisano si occupa.

L’appuntamento si è poi concluso con gli interventi da parte del pubblico.

Ci teniamo a ringraziare ancora una volta per l’invito e la gentilezza gli organizzatori, in particolare Annalisa Panichi e Paolo Murru, il pubblico e gli altri relatori.