di Amy Goodman.

[Traduzione di Valentina Fulginiti. Fonte : TruthDig]

Qualcosa come 80.000 persone hanno sfilato sabato scorso [NDT il 19 Febbraio 2011] davanti alla sede del parlamento statale di Madison, Wisconsin, nell’ambito di una protesta più ampia contro il tentativo del governatore Repubblicano Scott Walker, recentemente eletto, non solo di creare problemi ai sindacati degli impiegati pubblici, ma di distruggerli.

La sollevazione di Madison segue a stretto giro quelle del Medio Oriente. Un cartello, retto da uno studente universitario e veterano della guerra in Iraq, recava la scritta: “Sono tornato dall’Iraq per ritrovarmi in Egitto?”. Su un altro si leggeva: “Walker = Il Mubarak del Midwest”. Analogamente, a Madison circola la fotografia di un dimostrante di El Cairo, con un cartello che recita: “L’Egittto sostiene i lavoratori del Wisconsin: un solo pianeta, una sola sofferenza”. Nel frattempo, i libici continuano a sfidare la repressione antipopolare di un governo violento, cercando di spazzar via il dittatore di lunga data Moammar Gheddafi, e più di diecimila dimostranti hanno sfilato Martedì in Ohio contro il Governatore Repubblicano John Kasich, e il suo tentativo di portare avanti un vero putsch legislativo contro i sindacati.

Appena poche settimane fa, la solidarietà tra i giovani egiziani e gli agenti di polizia del Wisconsin, tra i lavoratori libici e gli impiegati statali dell’Ohio avrebbe fatto aggrottare le ciglia a più di una persona.

 

La sollevazione tunisina è stata innescata dal suicidio del giovane Mohamed Bouazizi, un laureato ventiseienne che non riusciva a trovare lavoro qualificato. Mentre vendeva frutta e verdura al mercato, è stato ripetutamente infastidito dalle autorità tunisine, che gli hanno infine confiscato la bilancia. La sua frustrazione raggiunge livelli intollerabili: si dà quindi fuoco, una tragica ‘scintilla’ che accende alle proteste da cui è partita l’ondata rivoluzionaria nel Medio Oriente e nel Nordafrica. Per decenni, in queste regioni, la popolazione ha vissuto sotto dittature – molte delle quali sostenute militarmente dagli USA – subendo violazioni dei diritti umani, bassi redditi, alti tassi di disoccupazione e la quasi totale assenza di libertà di opinione. Tutto questo, mentre le élite ammassavano fortune immense.

 

Simili “doléances” innervano i conflitti di Wisconsin e Ohio. La Grande Recessione del 2008, secondo l’economista Dean Baker, ha ormai raggiunto il suo 37esimo mese consecutivo, senza la minima traccia di alleviamento. In un recente scritto, Baker sostiene che, a causa della crisi finanziaria, “molti politici hanno sostenuto la necessità di ridurre drasticamente le pensioni del settore pubblico, e addirittura di dichiarare l’inadempienza agli obblighi pensionistici già in corso. Gran parte del deficit pensionistico è dovuto al crollo del mercato azionario nel biennio 2007/2009”.

 

In altri termini, i responsabili del deficit pensionistico sono gli imbonitori di Wall Street, che hanno venduto i fondi di investimento basati su mutui sub-prime, all’origine del collasso. Il giornalista David Cay Johnston, vincitore del Premio Pulitzer, ha di recente dichiarato: “Un impiegato pubblico del Wisconsin guadagna mediamente 24,500 dollari l’anno. Non è una gran pensione. Il 15% di quel denaro va, ogni anno, a Wall Street, in cambio della gestione finanziaria. È una percentuale semplicemente enorme, per ripagare Wall Street della gestione di quel denaro”.

 

Così, mentre gli investitori bancari si trattengono un’enorme percentuale sui fondi pensione, ad essere demonizzati sono i lavoratori, ed è sempre a loro che si chiedono i sacrifici. Ai veri responsabili, che hanno poi ottenuto costosissimi “salvagenti”, e che ora ricevono ingenti salari e benefici, nessuno chiede conto di niente. Sempre “seguendo il denaro”, si scopre che la campagna di Walker è stata finanziata dai ben noti fratelli Koch, tra i principali sostenitori delle organizzazioni del Tea Party. Sono stati sempre loro a dare un milione di dollari all’Associazione dei Governatori Repubblicani, che ha appoggiato in maniera sostanziale la campagna di Walker. È dunque sorprendente che Walker sostenga le corporations con sconti fiscali, e che abbia lanciato una massiccia campagna contro gli impiegati pubblici sindacalizzati?

 

Uno dei sindacati che Walker e, in Ohio, Kasich hanno preso di mira è la AFSCME (American Federation of State, County and Municipal Employees), la Federazione Americana degli Impiegati Statali, Regionali e Municipali. Il sindacato è stato fondato nel 1932, nel cuore della Grande Depressione, a Madison. Dei suoi 1,6 milioni di membri fanno parte infermieri, agenti di polizia penitenziaria, maestri d’asilo nido, operatori di pronto soccorso e operatori ecologici. È istruttivo ricordare, nel Mese consacrato alla Storia dei Neri [Black History Month, un mese di commemorazione della diaspora africana, celebrato annualmente in USA, Canada e Regno Unito, NDT] che, fu proprio una battaglia dei netturbini della rappresentanza locale n. 1733 dell’AFSCME a portare Martin luther King a Memphis nell’aprile del 1968. Come Jesse Jackson mi diceva martedì scorso a Madison, nel corteo insieme agli studenti e i loro insegnanti sindacalizzati: “L’ultima azione di King, da vivo, in quella dimostrazione a Memphis, riguardava il diritto dei lavoratori alla contrattazione collettiva e alle trattenute sindacali. Non puoi togliere il tetto per i ricchi e allo stesso tempo togliere il pavimento per i poveri”.

 

I lavoratori egiziani hanno dato un contributo decisivo nell’abbattimento del regime, in una grande alleanza con i giovani egiziani. Nelle strade di Madison, davanti al parlamento statale, sta avvenendo un’altra dimostrazione di solidarietà. I lavoratori del Wisconsin hanno accettato di pagare e di ridurre le loro pensioni, ma non rinunceranno al loro diritto alla contrattazione collettiva. A questo punto, a Walker converrebbe negoziare. Non è un gran momento, questo, per i tiranni.

Amy Goodman è la conduttrice di “Democracy Now!”, una striscia quotidiana televisiva e radiofonica internazionale ospitata da più di 900 emittenti in Nordamerica. È autrice di Breaking the Sound Barrier [“Abbattere il muro del suono”], recentemente uscito in edizione economica, e tra i best-seller del New York Times.