[Fonte:Diagonal e Senza soste]

Traduzione Andrea Grillo

DIAGONAL: “Bioeconomia e capitalismo cognitivo” è stato scritto all’inizio di quello che conosciamo come “la crisi” Ha visto come si sviluppano in questo momento le tesi che esponeva nella sua opera? Andrea Fumagalli: La situazione di crisi che stiamo vivendo è una conferma della tesi principale del libro. Per esempio, quello che sta succedendo in Europa, a partire dalla crisi in Grecia fino alle proteste in Francia, sta dimostrando che il problema della riforma delle pensioni è capace di unificare un fronte di lotta che non coinvolge solo i soggetti economici più interessati, in questo caso i pensionati, ma anche gli studenti, persone che lavorano ecc. Questo succede perché la posta in gioco non è una parte della vita, come può essere il tema delle pensioni, ma il fatto che sono in questione gli interessi di tutte le persone. C’è una centralità del ruolo giocato dai mercati finanziari in questo momento nella gerarchizzazione sociale, nella distribuzione del reddito e nel momento biopolitico.

D.: Come si è arrivati a quello che Lei chiama il ‘capitalismo cognitivo’?

A. F.: Ci sono due elementi caratteristici del passaggio dal paradigma industriale fordista al paradigma cognitivo immateriale, o con una tendenza prevalente alla produzione immateriale: il primo è l’aspetto della finanziarizzazione. Il secondo è la trasformazione del modello produttivo che, da modello rigido e omogeneo, si trasforma in una struttura in rete, dinamica, che crea nuove modalità di crescita della produttività che sono definite dal ruolo della conoscenza e dall’individualizzazione della forza lavoro. “Controllare il meccanismo della formazione e dell’apprendimento è la nuova forma di controllo dei lavoratori”. Per quanto riguarda la finanziarizzazione, i mercati sono oggi il cuore del capitalismo cognitivo perché sono il centro del processo di finanziamento dell’attività di innovazione della produzione di conoscenza e, al tempo stesso, sono elementi rilevanti nella distribuzione del reddito, che si basa sulla disuguaglianza. Per esempio, nei mercati si gioca con la possibilità che lasicurezza sociale, che è a diretto contatto con la vita, venga privatizzata. Questo significa passare il controllo della vita dalla proprietà pubblica alla proprietà privata.

D.: Lei Parla dell’importanza che ha acquisito la produttività dei corpi in questa fase del capitalismo. Che significa?

A. F.: Il processo di valorizzazione oggi è basato per un terzo sulla produzione materiale industriale, un terzo sulla copertura dei servizi legati alle merci, e un terzo formato da quei servizi immateriali che sono la produzione del linguaggio, la produzione di convenzioni sociali, di controllo, di servizi finanziari, di innovazione, di simboli ecc. Da un punto di vista qualitativo, il tipo di prestazione lavorativa si caratterizza perché l’aspetto “macchinale”, quello ripetitivo, è interiorizzato nel corpo umano, specialmente nell’attività cerebrale e cognitiva. In questo senso, il controllo del corpo è il controllo dei nervi e soprattutto del cervello, dei sentimenti, dei desideri. La precarietà è un esempio di questo cambiamento di strategia. Anche il controllo del processo di formazione della forza lavoro ha molta importanza. Questo è il motivo per cui negli ultimi anni è stato molto importante il problema della riforma dell’educazione superiore, il processo di Bologna, ecc. Perché controllare il meccanismo della formazione e dell’apprendimento è il nuovo modo di controllare i lavoratori. Da un punto di vista quantitativo, il problema è la difficoltà o l’impossibilità di calcolare il valore che produce l’utilizzo biopolitico del corpo e del cervello umani. Dato che per la produzione è materiale c’è un’unità di misura (chili, ecc.), il problema è come dare una misura dell’idea, del pensiero o di ciò che è immateriale.

D.: Questo come si riflette sull’individuo?

A. F.: In economia l’‘alienazione’ ha a che vedere con l’idea di essere umano come forza lavoro, questa è la tipica idea dell’alienazione della catena di montaggio. Oggi, quando la macchina è stata interiorizzata nel cervello, il tipo di alienazione evidente nel lavoro di produzione immateriale è il risultato del processo della prestazione lavorativa e non è separato, come nella catena di montaggio. L’alienazione è cambiata e si è integrata nell’attività cerebrale. Il cervello si divide in due parti, una funziona come macchina in attività routinarie; l’altra è quella che cerca di fare in modo che siamo creativi, è necessario che lo siamo per favorire il processo di produzione. In un contesto in cui apparentemente si può esprimere la libertà, quando finisce la partita sei più infelice che all’inizio. C’è un incremento del numero dei suicidi legati al funzionamento dell’economia, tanto per fare un esempio. L’autodistruzione del corpo e della mente è strettamente legata alla dinamica del mercato del lavoro.”I mercati cercano di passare il controllo della vita dalla proprietà pubblica statale alla proprietà privata”.

D.: Cosa gli rimane da conquistare, ai mercati, della nostra vita?

A.F.: La crisi finanziaria, o economica (perché l’economia e le finanze non si differenziano più) mostra che non è possibile uscire da questa crisi in un senso tradizionalmente riformista. Questa proposta era capace di tenere uniti gli interessi contrapposti: quelli dei lavoratori e quelli del capitale. Era una sorta di patto sociale o di New Deal. Perché non è possibile ora? Perché, da un punto di vista economico, l’uscita dalla crisi finanziaria passa attraverso un miglioramento della distribuzione del reddito che permetta una crescita della domanda a livello internazionale. Una misura in questo senso è la proposta di reddito di cittadinanza. Il secondo intervento sarebbe una maggior libertà del campo della generazione e diffusione delle variabili strategiche (conoscenza e attività in rete), cosa che implica una ristrutturazione della proprietà. Il problema è come uscire da questa “transizione” e introdurre un modello di proprietà basato sul concetto del comune, che è il riconoscimento dell’esistenza da un lato della merce e della proprietà privata, ma dall’altro di una proprietà pubblica su servizi come l’educazione, la salute, il controllo dell’ambiente, ecc., e del fatto che c’è anche una forma di proprietà, quella comune, che comprende beni immateriali non soggetti a scarsità. Questa può essere la soluzione riformista (apparentemente riformista) per uscire dalla crisi. Ma, se si approfondisce il concetto di reddito di cittadinanza, si osserva che è contrario alla possibilità di controllo della forza lavoro da parte del capitale, perché minimizza il principio di necessità, che fa sì che il lavoro sia subordinato al potere e a chi organizza il sistema politico. Questo è pericoloso per il sistema capitalista. Inoltre, il concetto di proprietà comune nega un principio fondamentale del sistema capitalista che è la proprietà privata e il processo di privatizzazione. Per questo oggi ci sono due strade: da un lato, c’è il tentativo di uscire dalla crisi nel modo capitalista, cioè accelerare il processo di privatizzazione. Questo suppone una privatizzazione totale della vita naturale e possibilmente della vita artificiale (cosa che comprende il controllo della biogenetica). Credo che questo tentativo sia destinato al fallimento, perché questa crisi è una crisi di crescita, non di saturazione. In questa crisi si è dato l’inizio di un nuovo paradigma, che è quello del capitalismo cognitivo. La seconda possibilità è una specie di New Deal, il reddito di cittadinanza, la produzione ecocompatibile, ecc., ma non può essere una soluzione istituzionale, dev’essere imposta dalla capacità di mobilitazione dei gruppi sociali, delle società civili. Nessuno sa quale di queste posizioni si imporrà sull’altra. QUATTRO CONCETTI CHIAVE DELLA NUOVA SOCIETA’ DEL CAPITALISMO COGNITIVO SECONDO FUMAGALLI CONTROLLO “Nel fordismo, la disciplina della fabbrica era la disciplina della sottomissione del corpo fisico, ora il controllo della forza lavoro passa per il controllo dell’attività cognitiva”. PROPRIETA’ INTELLETTUALE “Quanto maggiore è lo scambio di conoscenza, tanto più si genera conoscenza. Per questo è stato creato il diritto di proprietà intellettuale: per introdurre artificialmente un principio di scarsità della conoscenza”. REDDITO DI CITTADINANZA “L’idea del reddito di cittadinanza minaccia il controllo del sistema capitalista sul processo formativo, la possibilità del controllo sociale, e può far crescere idee sovversive ben oltre il riformismo”. BIOECONOMIA “È un paradigma economico che ha come oggetto di scambio, accumulazione e valorizzazione, le facoltà vitali degli esseri umani, in primo luogo il linguaggio e la capacità di generare conoscenza”.

 

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