di Errori di stampa – Coordinamento giornalisti precari Roma

Brutti, sporchi e cattivi…I Minzolini, i Santoro, i Lerner e le Bignardi. Giornalisti che appaiono in tv, belli o brutti, bravi o meno, non importa. Sono quelli che conoscono tutti. Dietro, ma spesso davanti per capacità, c’è una marea di precari. Brutti, sporchi e cattivi, magari, ma soprattutto precari. Sconosciuti ai più e con una vita da 800 euro al mese, quando va bene. Ma nessuno ne parla, diventeremmo autoreferenziali se uscissero articoli su di noi, giusto? E allora, ecco il silenzio.
Noi, giornalisti precari romani o adottati da Roma, ci siamo stancati. E abbiamo deciso che era ora di far sentire la nostra voce e far vibrare le nostre penne, per una causa che non è solo nostra, ma è di tutti. Perché quello che leggete non sarà mai veramente libero, se noi giornalisti per primi non abbiamo la libertà di una vita dignitosa fatta di uno stipendio che possa definirsi tale. Per questo abbiamo fondato Errori di stampa, coordinamento giornalisti precari di Roma. Chiediamo il riconoscimento dei nostri diritti, dal rispetto dei minimi tabellari al pagamento di contributi anche se non si ha un contratto a tempo indeterminato (miraggio per la maggior parte dei trentenni). Chiediamo che il nostro lavoro sia riconosciuto come tale (c’è chi riceve per un articolo 2,5 euro). Vogliamo presentare proposte concrete al nostro sindacato, che, unico caso in Italia, è uno solo. Da noi, non esiste la pluralità.
Chiediamo anche il vostro sostegno, perché la lotta contro la precarietà è una lotta contro una mentalità che ti impedisce di costruire una vita. Non vogliamo più essere lasciati soli, come scriviamo nel nostro manifesto. E non vogliamo più che qualcuno rimanga solo in una battaglia che è/deve essere comune. Siamo su Facebook (http://www.facebook.com/pages/Errori-di-Stampa/191215594231075) e su Twitter (http://twitter.com/#!/erroridistampa). Presto creeremo anche un blog. Che non sarà precario. Brutti, sporchi e cattivi. Fino in fondo.