di Valentina Fulginiti

Segnaliamo l’uscita del nuovo numero di Molecole (Aprile 2010), vitale e giovane testata curata da una redazione di ricercatori e sindacalisti (Alessandro CoppolaDaniele Di Nunzio, Ilaria Lani, Claudia Pratelli, Giordana Pallone).
Il numero di questo mese, manco a dirlo, è dedicato ai “bamboccioni”, definizione bipartizan del fu ministro Tommaso Padoa Schioppa, poi ripresa dal ministro Renato Brunetta – perché, parafrasando il Fortebraccio dei tempi d’oro, si vede proprio che abbiam fatto a metà…
A chi volesse ricostruire la genesi, il consolidamento e le successive evoluzioni linguistiche di questo concetto consigliamo il corsivo curato dall’intera redazione, Breve viaggio tra i (nefasti) testi sacri del bamboccionesimo, excursus lessicale e filosofico tra pensatori del calibro di Vittorio Sgarbi, Luca Ricolfi, Francesco Merlo, Lucetta Scaraffia.
A chi, invece, volesse andare oltre la beceraggine nazionalmediatica e capire che cosa c’è davvero dietro alla retorica del “bamboccionismo”, consigliamo le analisi economiche di Jacopo Rosatelli, Michele Raitanoe Daniele Di Nunzio.
Interventi che, almeno secondo l’Editorialedel numero, rispondono al più generale intento di smontare la retorica “sexy” e “vuota” del bamboccionismo, agitata come una clava per smantellare la portata  simbolica e la credibilità del vecchio welfare. Sempre secondo la Redazione di Molecole, occorre scavare dietro la rappresentazione piatta e psicologizzante dell’icona giovanile, per cogliere la pluralità dei percorsi biografici, inevitabilmente determinati dalle differenze sociali e di classe ancora perduranti nella società italiana.
Ci pare un intento più che mai  condivisibile, e anzi, necessario. In fondo è quel che tutti noi, attivi nello spazio “virale” del web 2.0, cerchiamo di fare, sostituendo all’immagine artefatta e amplificata ad arte dei “ggiovani” (poco importa se Tronisti o Bamboccioni) la realtà di percorsi individuali e collettivi, di lavoro e di lotta.