[Scopriamo che qualche anno fa Antonio Incorvaia compilò questa petizione per modificare ed integrare la Legge 30 con proposte che ci sembrano tuttora valide. Chissà come è andata a finire?]

 

To: Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale – On. Cesare Damiano

Caro Ministro,

in rappresentanza della community “Generazione Mille Euro” – attraverso cui, in questi ultimi mesi, ci è stato possibile raccogliere migliaia di testimonianze riguardanti il mercato del lavoro atipico e il futuro delle nuove generazioni (e, dunque, dell’intero Paese) – le scriviamo questa lettera per proporle una serie di riforme all’attuale Legge 30 che possano contribuire a risolverne gli aspetti critici e a garantire così un futuro più sereno ai lavoratori italiani:
– inserimento di specifici ammortizzatori sociali, che rendano più agevole il periodo di transizione da un’occupazione a un’altra, trasformando la “flexibility” in “flexicurity”;

– aumento del costo del lavoro temporaneo per le aziende, in modo che questo sia superiore al costo del lavoro a tempo indeterminato;

– concessione di sgravi fiscali alle aziende che trasformino il contratto precario in contratto a tempo indeterminato: si garantirebbe così all’azienda un periodo di prova per testare il proprio dipendente ma se ne incentiverebbe anche l’assunzione;

– controlli seri affinché la legge sia applicata correttamente: oggi la maggior parte dei lavoratori a progetto non hanno nessun ‘progetto’ di cui occuparsi. Questo contratto viene usato come una normale assunzione full time ma senza garanzie;

– obbligo per le aziende di assumere a tempo indeterminato quel lavoratore che accumuli più contratti a tempo determinato interrotti da brevi pause (da 20 giorni a 3 mesi), costruite ad arte per non garantirgli un contratto sicuro;

– accesso al credito (mutui, finanziamenti, etc.) anche per chi non gode di contratti a tempo indeterminato: oggi per un co.co.pro. è praticamente impossibile ottenere un mutuo, un incentivo o un prestito per avviare un’attività in proprio;

– più attenzione verso la condizione femminile: le donne che lavorano con contratti atipici non hanno la possibilità di costruirsi una famiglia e, nel momento in cui entrano in gravidanza, si vedono rescindere il contratto e rifiutare qualsiasi tutela;

– promozione sociale e culturale di una concezione diversa del lavoro basata sulla meritocrazia, sulle selezioni realmente aperte e pubbliche, sulla lettura attenta dei Curriculum Vitae;

– valorizzazione della formazione universitaria: chi investe nello studio non può terminare il proprio percorso scolastico e sentirsi rifiutato da qualunque datore di lavoro a causa della mancanza di esperienza;

– allargamento del sistema dei Concorsi Pubblici: i Concorsi Pubblici rappresentano un bacino di idee e di talenti che spesso non troverebbe altra opportunità per emergere. Una ricchezza non solo per i lavoratori ma anche per lo Stato, preferibile ai clientelismi che regolano oggi buona parte dei sistemi di assunzione;

– riforma degli Ordini Professionali: nella loro attuale configurazione non costituiscono un’agevolazione all’inserimento nel mondo del lavoro ma un ostacolo; riformarli è fondamentale per promuovere le professioni intellettuali.

 

Sincerely,

The Undersigned